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La
gestione delle piante in idrocoltura è poco
impegnativa.
È sufficiente che la pianta abbia luce
(non luce solare diretta) e calore per poter
crescere rigogliosa e sana.
Grazie
alla presenza dell'indicatore di livello è
possibile sapere quando e quanto bagnare la pianta
potendo così programmare le innaffiature.
Con l' idrocoltura è la pianta stessa a decidere
di quanta acqua ha bisogno , poiché trovandosi
in un ambiente a umidità decrescente dal basso
(più umidità) verso l'alto (meno umidità)
può decidere la zona migliore in cui radicare.
Questo è vero anche se ci sono più piante
nella stessa fioriera (contenitore) con diverse necessità
di umidità. Per cui, ad esempio, il Ficus Benjamina
radicherà più in basso, visto che ha
un maggiore bisogno di umidità, mentre piante
che necessitano di un basso tenore di umidità
radicheranno più in alto. Tutto questo è
impossibile ottenerlo con la normale coltivazione
in terra.
N.B. E' molto importante che l'acqua si esaurisca
completamente, prima di una nuova innaffiatura per
portarla ad un livello ottimale (medio)! Questo permette
una buona, completa e periodica ossigenazione dell'apparato
radicale della pianta.
N.B. Il livello massimo (max) di acqua, deve
essere raggiunto solo nel caso si preveda di non poter
innaffiare la pianta per un lungo periodo (1 mese
- ex. se si va in ferie), poiché porta gran
parte dell'apparato radicale sotto acqua non permettendo
una adeguata ossigenazione delle radici !
Nell'
idrocoltura le sostanze nutritive vengono fornite
alla pianta da resine a scambio ionico (dalla forma
di microgranuli). Queste resine cedono gradualmente
nel tempo all'acqua la quantità di ioni (sostanze
nutritive) richiesti dalla pianta, in modo che questa
possa assorbirli tramite le radici.
Questo permette di avere una fertilizzazione autogestita
dalla pianta in maniera omogenea e duratura nel tempo,
infatti le sostanze nutritive, una volta somministrate,
estendono la loro durata a diversi mesi (4/5).
Viceversa un'altra funzione delle resine a scambio
ionico è quella di assorbire le sostanze di
scarto rilasciate dalle radici delle piante o formatesi
in seguito a processi biochimici dovuti alla presenza
di acqua non depurata contenente normalmente sali
minerali, assumendo così anche un ruolo di
controllo del ph.
L'insieme
di queste tre condizioni assicura alla pianta un
habitat perfetto, da utilizzare al meglio secondo le
sue esigenze, senza trovarsi in condizioni estreme di
mancanza o sovrabbondanza d'acqua o di sostanze nutritive.
Questo è dimostrato anche dalla minor ramificazione
dell'apparato radicale delle piante in idrocoltura,
che, rispetto a quelle in terra, trovano subito pronte
e nella dose ottimale tutte le sostanze nutritive di
cui hanno bisogno. |
Sezione
di fioriera per idrocoltura, dell' idrovaso e
del
relativo indocatore
di livello, con argilla espansa.
Sul fondo è presente una certa quantità
di resine (di colore chiaro)
Come
sopra, ma con la pianta all'interno dell' idrovaso
riempito con argilla espansa.
La presenza di acqua sul fondo ha fatto innalzare
l'astina dell' indicatore di livello (la pallina
bianca più alta indica il livello) ed ha
inumidito gli strati bassi di argilla espansa.
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