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IDROCOLTURA


LA COLTIVAZIONE IN IDROCOLTURA

  1. Luce e calore

  2. Innaffiatura programmata

  3. Fertilizzazione autogestita

La gestione delle piante in idrocoltura è poco impegnativa.
È sufficiente che la pianta abbia luce (non luce solare diretta) e calore per poter crescere rigogliosa e sana.

Grazie alla presenza dell'indicatore di livello è possibile sapere quando e quanto bagnare la pianta potendo così programmare le innaffiature. Con l' idrocoltura è la pianta stessa a decidere di quanta acqua ha bisogno , poiché trovandosi in un ambiente a umidità decrescente dal basso (più umidità) verso l'alto (meno umidità) può decidere la zona migliore in cui radicare. Questo è vero anche se ci sono più piante nella stessa fioriera (contenitore) con diverse necessità di umidità. Per cui, ad esempio, il Ficus Benjamina radicherà più in basso, visto che ha un maggiore bisogno di umidità, mentre piante che necessitano di un basso tenore di umidità radicheranno più in alto. Tutto questo è impossibile ottenerlo con la normale coltivazione in terra.

N.B. E' molto importante che l'acqua si esaurisca completamente, prima di una nuova innaffiatura per portarla ad un livello ottimale (medio)! Questo permette una buona, completa e periodica ossigenazione dell'apparato radicale della pianta.
N.B. Il livello massimo (max) di acqua, deve essere raggiunto solo nel caso si preveda di non poter innaffiare la pianta per un lungo periodo (1 mese - ex. se si va in ferie), poiché porta gran parte dell'apparato radicale sotto acqua non permettendo una adeguata ossigenazione delle radici !

Nell' idrocoltura le sostanze nutritive vengono fornite alla pianta da resine a scambio ionico (dalla forma di microgranuli). Queste resine cedono gradualmente nel tempo all'acqua la quantità di ioni (sostanze nutritive) richiesti dalla pianta, in modo che questa possa assorbirli tramite le radici.
Questo permette di avere una fertilizzazione autogestita dalla pianta in maniera omogenea e duratura nel tempo, infatti le sostanze nutritive, una volta somministrate, estendono la loro durata a diversi mesi (4/5).
Viceversa un'altra funzione delle resine a scambio ionico è quella di assorbire le sostanze di scarto rilasciate dalle radici delle piante o formatesi in seguito a processi biochimici dovuti alla presenza di acqua non depurata contenente normalmente sali minerali, assumendo così anche un ruolo di controllo del ph.

L'insieme di queste tre condizioni assicura alla pianta un habitat perfetto, da utilizzare al meglio secondo le sue esigenze, senza trovarsi in condizioni estreme di mancanza o sovrabbondanza d'acqua o di sostanze nutritive.
Questo è dimostrato anche dalla minor ramificazione dell'apparato radicale delle piante in idrocoltura, che, rispetto a quelle in terra, trovano subito pronte e nella dose ottimale tutte le sostanze nutritive di cui hanno bisogno.

 

 

 

Sezione di fioriera per idrocoltura, dell' idrovaso e del relativo indocatore di livello, con argilla espansa.
Sul fondo è presente una certa quantità di resine (di colore chiaro)

 

Come sopra, ma con la pianta all'interno dell' idrovaso riempito con argilla espansa.
La presenza di acqua sul fondo ha fatto innalzare l'astina dell' indicatore di livello (la pallina bianca più alta indica il livello) ed ha inumidito gli strati bassi di argilla espansa.

   
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